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AperiTeams Conference 2026: appunti dal palco di Milano

7 min di lettura

Il 24 giugno, presso la sede Microsoft di Milano, si è svolta AperiTeams Conference 2026.

Una nuova veste per il nostro evento, che quest’anno si è svolto in due track e ha visto sul palco 18 speaker, di cui 6 Microsoft MVP, con 16 sessioni. In questo articolo mettiamo a fuoco i temi affrontati, perché il valore di una giornata come questa non è solo l’energia dell’evento, ma le domande che lascia aperte.

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Hybrid Cloud: il cloud dove serve davvero

Il filo conduttore di quest’area è stato uno solo: non tutto può, o deve, finire nel cloud pubblico, e la vera maturità sta nel saper scegliere. Silvio Di Benedetto e Francesco Molfese hanno portato Azure Local come estensione naturale di Microsoft Azure verso scenari edge e ibridi, dove latenza, continuità operativa e sovranità del dato impongono di tenere parte dell’infrastruttura on-premises senza rinunciare a governance e modelli operativi cloud-consistent.

Sul fronte delle architetture dinamiche, Giuliano Latini ha mostrato con Azure Container Apps come scaling, osservabilità e deploy sicuri possano smettere di essere un problema “da risolvere a mano”. Gianluca Hotz ha invece sfidato la moda del “best-of-breed”, argomentando quando convenga un database relazionale one-stop (SQL Server / Azure SQL) per ridurre integrazioni, attriti e frammentazione operativa. A completare il quadro infrastrutturale, lo sponsor Lenovo con Roberto Massoli, che ha raccontato una visione che attraversa PC, server, datacenter ed edge, con l’AI che diventa concreta e distribuita lungo tutta la filiera.

Modern Workplace: gli strumenti del lavoro che cambiano

Qui il tema è stato l’evoluzione degli strumenti che usiamo ogni giorno per lavorare e gestire i dispositivi. Riccardo Corna ha fatto il punto su Microsoft Intune Suite, riletta alla luce delle recenti evoluzioni di licensing che portano molte funzionalità dentro le licenze Microsoft 365 E3, Enterprise Mobility + Security E3 e Microsoft 365 E5: poco marketing, tanta sostanza, con le feature più richieste mostrate in azione.

In parallelo, lo sponsor Parallels con Martino Franzini ha aperto una riflessione scomoda ma necessaria sulla virtualizzazione oltre il modello tradizionale: dopo vent’anni di stabilità, il mercato della server virtualization sta vivendo la sua disruption più significativa, tra pressione sui costi, modelli di licensing in revisione e una virtualizzazione che si avvicina sempre più all’utente finale, con priorità su semplicità operativa, accesso sicuro alle applicazioni e continuità del servizio.

Cybersecurity: dalla raccolta dei log alla difesa basata su AI

L’area più affollata, e non a caso. Silvio Di Benedetto ha proposto un vero “starter pack” per Microsoft Sentinel, partendo dai fondamentali (log, workspace, data connector, automazioni) per aiutare le aziende a passare dalla semplice raccolta dei log a una reale capacità di detection e response. Francesco Molfese ha posto la domanda che molti si stanno facendo — “la tua AI è al sicuro?” — mostrando con Microsoft Defender for Cloud l’AI nel suo doppio ruolo: alleata della difesa e, allo stesso tempo, asset critico da proteggere in ambienti ibridi e multi-cloud.

Vito Francavilla ha portato sul palco Security Copilot e i suoi agenti specializzati come leva ormai imprescindibile per la protezione. Lo sponsor Object First, con Filippo Martucci, ha affrontato il tema della resilienza con i backup immutabili e i principi di Zero Trust Data Resilience, per ripartire dopo un disastro senza attendere i tempi di ripristino. A dare profondità strategica all’area, l’intervento di Carlo Mauceli, che ha allargato lo sguardo oltre la tecnologia: l’innovazione non accompagna più il cambiamento, lo orienta e lo accelera, ridefinendo la natura delle minacce e incidendo sulla sicurezza stessa del Paese.

AI & Copilot: smettere di valutarla, iniziare a usarla

Il tema attuale, affrontato con un taglio pragmatico che va al di là dell’entusiasmo che lo caratterizza. Roberta Bruno e Guenda Sciancalepore hanno esplorato Microsoft Foundry e la “rivoluzione agentica”, con architetture e best practice per integrare agenti intelligenti in contesti enterprise. Daniele Grandini ha spostato il discorso dalla tecnologia all’organizzazione: un’azienda AI First non è quella che compra tool, ma quella che riprogetta decisioni, processi e competenze, fino a una roadmap concreta 30-60-90 giorni per passare dalla sperimentazione casuale a un’execution ripetibile.

E poi il contributo forse più diretto: Francesco Cantoni che, nel suo ruolo di IT Manager, ha smesso di valutare l’AI e ha iniziato a usarla, mostrando a schermo tre automazioni già in produzione in Arco Spedizioni, costruite su Cowork, App Builder e Workflows, con tanto di “cosa funziona, cosa no, e quanto costa davvero”.

Security & Compliance: governare il dato nell’era dell’AI

L’ultima area ha messo a fuoco un punto critico dell’era dell’AI generativa: il dato. Michele Sensalari e Mario Serra hanno mostrato come Microsoft Purview, insieme agli agenti di Security Copilot, abiliti un nuovo approccio al Data Security Posture Management, supportando i team di sicurezza nella correlazione degli eventi e nella prioritizzazione degli alert in scenari DLP, Insider Risk e data governance.

Lo sponsor Netwrix, con Maurizio Taglioretti e Sergio Gulli, ha portato la questione al cuore dell’adozione di Copilot: “Copilot è pronto, ma i tuoi dati lo sono?” — perché permessi eccessivi, sensitivity label non applicate e dark data dimenticati diventano rischi amplificati dall’AI, e la vera sfida è governare il dato alla fonte, indipendentemente che l’AI si chiami Copilot, ChatGPT, Gemini o Claude.

Gli annunci: cosa abbiamo rilasciato

Se c’è un filo rosso che ha attraversato quasi tutte le sessioni, è questo: i dati che raccontano la sicurezza e lo stato di un’infrastruttura Microsoft vivono sparsi tra troppe console diverse — Sentinel, Defender, Purview, Entra, Intune, Active Directory. Vederli insieme, in un’unica fotografia leggibile, è ancora oggi una delle sfide più sentite da chi gestisce l’IT. È proprio da questa esigenza che nasce CyberGuard by Inside Technologies, la nuova suite presentata sul palco dal nostro CEO Silvio Di Benedetto: riportare l’infrastruttura Microsoft “sotto controllo” in un’unica vista. La suite si articola in due prodotti, pensati per due bisogni distinti ma complementari.

Il primo è CyberGuard Assessment Tool, la piattaforma SaaS che risponde alla domanda “quanto è davvero solida la mia postura di sicurezza?”. Invece di lanciare audit manuali console per console, analizza in un colpo solo Active Directory, Microsoft Entra e Microsoft 365, restituendo una lettura dell’hardening infrastrutturale e, punto tutt’altro che secondario in questo momento, un riscontro concreto sulla conformità NIS2. È lo strumento che trasforma decine di controlli sparsi in una chiara priorità d’azione.

Il secondo è CyberGuard Device Inventory Manager, che estende Microsoft Intune dove l’inventario nativo si ferma: ciclo di vita completo dei dispositivi, stato delle garanzie, compliance, Windows Updates e software metering. Per chi governa un parco macchine numeroso significa sapere in ogni momento cosa si ha, in che stato è e cosa va aggiornato, senza fogli Excel paralleli.

Accanto ai prodotti, due progetti che nascono dalla vocazione divulgativa di Silvio:

Project Brioche è un toolkit gratuito per Microsoft Sentinel dedicato ai team SOC e agli analisti di sicurezza. Gira interamente nel browser, senza installazioni e in modalità 100% client-side (nessun dato lascia la macchina), e mette a disposizione la gestione delle analytics rule, una libreria KQL curata e aggiornata di continuo sulle minacce emergenti, l’esplorazione dei content pack e strumenti come IoC Tracker e Intel Explorer. Niente licenze, niente abbonamenti: un contributo concreto all’intera community della sicurezza.

Azure Local Unleashed, infine, è il primo libro di Silvio, scritto a quattro mani con Francesco Molfese e ora ufficialmente disponibile. Non un manuale teorico, ma una guida hands-on all’intero ciclo di vita di un’infrastruttura ibrida: dalle decisioni architetturali alla messa in produzione, dalle operazioni “day-2” all’esecuzione in locale di VM, Kubernetes, AVD e workload AI, fino alla gestione di ambienti distribuiti con Azure Arc. Il complemento naturale, su carta, della sessione di apertura su Azure Local.

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Grazie a sponsor e partner

Una giornata così è resa possibile da chi la sostiene. Un ringraziamento agli sponsor che hanno animato l’evento con contributi di sostanza: Microsoft, Object First, Lenovo, Netwrix, Parallels, Patch My PC, Ingram Micro e a Overnet, presente con la propria offerta di corsi e formazione.

Un riconoscimento particolare va a WindowServer.it // La Community degli IT Pro, la community guidata da Silvio Di Benedetto e punto di riferimento per i professionisti IT italiani. Un legame che si è visto chiaramente sul palco: la maggior parte degli speaker intervenuti fa parte di questa community, a conferma di come competenze e divulgazione condivise si traducano poi in contributi di valore.

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